Critica della retorica democratica

Last Updated on 22 Agosto 2004 by CB

«Produrre cultura non significa solo fare delle scoperte originali, significa anche e specialmente diffondere criticamente delle verità già scoperte, socializzarle per così dire, e pertanto farle diventare basi di azioni vitali, elemento di coordinamento e di ordine intellettuale e morale». Così scriveva Antonio Gramsci, il vero maestro di Luciano Canfora, che ne segue l’esempio con pervicacia e acume.Con Critica della retorica democratica, edito nel 2002 da Laterza e giunto quest’anno alla quinta edizione, Luciano Canfora ha davvero colto nel segno, sintetizzando uno dei cardini del ‘discorso politico’ contemporaneo in una domanda: cos’è diventata la democrazia liberale o, meglio, cosa è sempre stata la democrazia, se non la «dittatura della maggioranza»?

Sembra un tema talmente esteso da risultare banalizzante e invece, come sempre nell’impegno critico di Canfora, il continuo rimbalzare dall’antichità alla contemporaneità permette al lettore di illuminare alcuni ‘angoletti’ troppo a lungo rimasti in ombra nel dibattito politico.

Il racconto dello studioso barese prende origine dalla vicenda socratica: il filosofo del dialogo e del dubbio venne condannato a morte con un processo politico mascherato da regole impeccabilmente democratiche. I giudici che ne decretarono la condanna furono 280 contro 220, e la cicuta fu un frutto della «dittatura della maggioranza». Una maggioranza prona al potere dell’élite, condizionata dalla voce dei ‘mass-media’ di allora, e il riferimento al popolarissimo teatro di Aristofane, che ridicolizzava Socrate, è un obbligo storico al quale Canfora ovviamente non si sottrae.

Va tuttavia chiarito che Canfora non lancia un attacco frontale alla democrazia – della quale non gli sfuggono certo i pregi e il primato rispetto a tutti gli altri sistemi; nel pamphlet vengono invece proposti dubbi e analisi forti e rigorosi, tutti rivolti a smontare la ‘retorica democratica’ del titolo, quel pensiero a senso unico che, cieco di fronte ai limiti palesi del sistema, ne considerano la versione liberale come un esito inemendabile, sinistre moderate comprese.

Insomma: Canfora ce l’ha con i ‘fondamentalisti democratici’, secondo la definizione di Garcia Màrquez: quelli che neppure di fronte all’elezione di Bush alla Casa Bianca – «eletto con un colpo di mano da una minoranza» – non smettono di appellarsi ipocritamente ai rituali democratici, rispettati in superficie ma violati alla radice.

Non v’è, nel volumetto, una proposta sistemica né una presa di posizione a favore di uno o dell’altro tra i due principali schieramenti politici italiani. Canfora ne ha per tutti: se Berlusconi è un ricco oligarca dall’immenso potere mediatico protagonista e parte integrante dell’élite economica, anche la sinistra moderata – riformista – tradisce nella prassi e nell’ideale – insieme – l’ideale socialista e i criteri egalitaristici alla base della “sovranità popolare” di tradizione Roussoiana.

Non mancano riferimenti alla critica della globalizzazione, alla quale sono dedicati un paio di capitoli: “Nuovi sfruttati, nuove crisi” e “Da un settembre all’altro”. E non poteva essere altrimenti in un’opera che – nella sua brevità – contiene in nuce un po’ di carburante indispensabile per tenere accesa la fiaccola del socialismo.

Perché il potere – con qualsiasi sistema e a ogni costo – cerca di perpetuare il proprio dominio. Il professionismo politico e il dominio occulto delle oligarchie è, e qui Canfora non ha davvero torto, il male occulto che fa marcire il sistema.

Biografia
Luciano Canfora (Bari, 1942) è ordinario di Filologia greca e latina presso l’Università di Bari. Laurea: giugno 1964 (Storia romana). Perfezionamento in Filologia classica alla Scuola Normale di Pisa. Assistente di storia antica, poi di letteratura greca. Ha insegnato anche: Papirologia, Letteratura latina, Storia greca e romana. Fa parte del comitato scientifico della Society of Classical Tradition di Boston, della Fondazione Istituto Gramsci di Roma. Dirige la rivista Quaderni di Storia e la collana di testi La città antica. Fa parte del comitato direttivo di Historia y critica (Santiago, Spagna), Journal of Classical Tradition (Boston), Limes (Roma). Ha studiato problemi di storia antica, letteratura greca e romana, storia della tradizione, storia degli studi classici, politica e cultura del XX secolo.

Rispondi

Ivy Compton-Burnett

Ivy Compton-Burnett

Archives

Translate