Louise Bourgeois

Last Updated on 17 Dicembre 2003 by CB

«Nacqui il giorno di Natale, rovinando la festa a tutti quanti. Mentre erano intenti a gustare ostriche e champagne, ecco che arrivo io. Mi piantarono in asso. Oggi riesco a raffigurarmi quell’evento ridicolo… non accuso nessuno. E’ quindi un senso di sconfitta quello che motiva il mio lavoro, una volontà di rimediare al danno che è stato fatto… non di paura, ma del trauma dell’abbandono».

Nel giorno di Natale l’artista Louise Bourgeois festeggierà i suoi 92 anni. Nella sua lunga carriera ha spaziato in modo pionieristico in varie possibilità espressive, dalle installazioni all’assemblaggio, dall’astrazione all’arte figurativa.

Nata nel 1911 a Parigi, studiò arte in varie scuole, compresa la scuola del Louvre, l’Accademia delle Belle Arti e l’Atelier Fernand Léger. Nel 1938 emigrò negli Stati Uniti e continuò i suoi studi a New York. Dopo gli inizi come pittrice e nelle incisioni, negli anni Quaranta rivolse la sua attenzione alla scultura, per la quale ora è riconosciuta come personalità indiscussa.

Fu influenzata dagli artisti surrealisti europei immigrati negli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale. Le sue prime sculture erano composte di gruppi di forme astratte e organiche, spesso incise dal legno. Negli anni Sessanta cominciò a eseguire i suoi lavori in rame, bronzo, e pietra, e gli stessi pezzi diventarono più grandi, e più legati a quello che è diventato il tema dominante del suo lavoro: la sua infanzia.

Al Freud-Museum di Vienna è esposta fino al 29 febbraio una sua scultura di spugna dal titolo The Reticent Child. «La mia infanzia non ha mai perso la sua magia, non ha mai perso il suo mistero, e non ha mai perso il suo dramma».

Profondamente simbolico, il suo lavoro elabora la relazione con i genitori e il ruolo che ebbe la sessualità nella sua vita famigliare di bambina, come un vocabolario nel quale capire e ricreare quella storia.

«Tutto quello che produco è ispirato ai primi anni di vita. Ogni giorno devi disfarti del tuo passato, oppure accettarlo, e se non riesci diventi scultrice».

La sua opera è conservata nei più grandi musei del mondo. Anche gli SPIDERS, giganteschi ragni di acciaio. «Io li associo a mia madre, perchè il ragno è un animale che va a intrappolarsi negli angoli, gli angoli gli danno sicurezza. Ma lei non è intrappolata, anzi, cerca di intrappolare gli altri».

Le forme antropomorfiche che assumono le sue opere – corpi maschili e femminili sono evocati e ricreati di continuo – sono investite di sessualità e innocenza, e del ruolo tra le due componenti.

Cristina Bolzani

«Tempo – Tempo vissuto, tempo dimenticato, tempo condiviso. Che cosa infligge il tempo – polvere e disgregazione? I miei ricordi mi aiutano a vivere il presente e io desidero che sopravvivano. Sono prigioniera delle mie emozioni. Devi raccontare la tua storia e poi devi dimenticarla. Dimentichi e perdoni. Questo ti rende libera».

Louise Bourgeois, Phaidon, Londra 2003, 27,97 sterline

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Le sue opere nei musei del mondo 
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Ivy Compton-Burnett

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