L’onda del self-publishing

Last Updated on 21 Giugno 2012 by CB

Il fenomeno della pubblicazione “fai da te” dei libri cresce anche in Italia. Secondo una prima indagine dell’Aie si scopre che nel nostro Paese si stampano in questo modo almeno 40mila titoli cartacei – gli unici per i quali l’Aie usa il termine di autopubblicazione -, pari al 5-5,5% dei titoli in commercio, oltre ad altri 6.500 in ebook.

La Lombardia è la regione con i numeri maggiori, seguita a stretto giro dal Lazio: il 19% degli autori italiani selfprinting – uno su cinque praticamente – ha sede in Lombardia. Il 17,4% viene dal Lazio, il 9,6% (a sorpresa) dalla Campania. Si tratta di una nicchia, spiegano dall’Aie, a cui guardano però anche gli editori più importanti.

Negli Stati Uniti il fenomeno è in crescita (+58% nel 2011 sull’anno precedente): nel 2010 i titoli autopubblicati erano 133.036, nel 2011 sono stati 211.269 (+58%). Il genere più popolare è quello della fiction (45%), ma in cima alle vendite c’è la non-fiction (38%).

Gli e-book rappresentano il 41% del mercato in autopubblicazione negli Stati Uniti: contribuiscono però “solo” all’11% dei ricavi perché costano nettamente meno dei libri fisici. Al primo posto delle piattaforme usate per vendere e comprare libri autopubblicati c’è CreateSpace (Amazon), con 57.602 titoli; seguono AuthorSolutions’, con 41.605 titoli, e Lulu, con 30.019.

Da quanto emerge nello studio presentato a Milano nel corso di Editech2012 – la Giornata internazionale di studio e approfondimento organizzata dall’Aie – meno del 10% degli autori che si autopubblicano riescono a vivere del proprio lavoro. Ma le possibilità aumentano nettamente nel momento in cui ci si dota di un agente che fa da tramite per l’approdo all’editoria tradizionale.

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Ivy Compton-Burnett

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