Vittorio De Sica

Last Updated on 4 Dicembre 2004 by CB

L’omaggio di Italo Moscati a Vittorio De Sica, a trent’anni dalla sua scomparsa (13 novembre 1974), parte dal recente e fortuito incontro a Fiumicino con Maria Mercader, che fu moglie dell’artista.Moscati la incrocia, scambia con lei qualche battuta e sembra, in qualche modo, ricevere un tacito invito a scrivere del suo Vittorio, a ripercorrere la carriera di un personaggio inarrivabile: chi altri può eguagliare De Sica, «nello stesso tempo attore, soggettista, regista, produttore, capace di raccogliere una quantita’ incredibile di risonoscimenti fra cui tre Oscar e importanti premi in prestigiosi festival internazionali?».

Il flashback inizia da una sua scena celebre, tratta da Gli uomini, che mascalzoni, datato 1932, con lui che balla e canta Parlami d’amore Mariù, «eroe di un fantomatico esercito di teste d’ebano», ovvero uno di quei personaggi che nel primo Novecento «si distinguevano per i capelli neri e imbrillantinati e gli abiti altrettanto scuri e lucidi e levigati», nello stile di un Fred Astaire o di un Maurice Chevalier; eroe locale più o meno consapevole di un cinema scacciapensieri fatto di telefoni bianchi che squillavano sempre e comunque fuori dalla realtà.

Un altro film chiave per Moscati è Pane, amore e fantasia. Siamo già negli anni Cinquanta, «l’uomo Vittorio è cambiato», è ingrassato, in divisa, e qualche spruzzata di bianco inargenta i suoi capelli. Qui interpreta il ruolo di un maresciallo dei Carabinieri alle prese con una realtà di campagna. E’ un cinema post guerra ben più sanguigno che ci mostra le differenze tra le grandi città e le campagne. «Passerà poco tempo e i ragazzi, ma non solo loro, faranno le valigie di cartone per raggiungere l’America, la Germania, il Belgio e la Francia, o per andare a Torino o a Milano dove chiedono braccia e menti per le fabbriche che alzano le ciminiere al cielo».

Attraverso i 157 film interpretati da De Sica l’autore di questa biografia rivede così l’Italia che fu. Oltre che il suo apporto al Neorealismo, le sue pellicole di successo mondiale girate da regista, il suo charme, le sue capacità di seduzione. «De Sica – scrive Moscati – ha continuato ad amare le donne e i suoi personaggi femminili fino al suo ultimo film come regista… riversando nei suoi film i suoi ardori appassionati, i suoi sentimenti romantici, la sua carnalità». Significativo in questo senso anche il ricordo della Mercader: «Pareva che nel cinema italiano Vittorio fosse famoso per la sua capacità di recitare e di far recitare gli altri e, subito dopo o subito prima, per le sue conquiste femminili».

Il libro, che procede a flash significativi attraverso questa vita illustre, non vuole essere un saggio critico di storia del cinema, ma ha invece l’andamento colloquiale di un programma televisivo, uno di quelli a cui Moscati ha abituato gli spettatori negli ultimi anni dalle frequenze satellitari di RaiSat Cinema, interessante per chi voglia essere introdotto alla passione e al talento del grande Vittorio in un’Italia dolceamara.
(Francesco Gatti)

Rispondi

Ivy Compton-Burnett

Ivy Compton-Burnett

Archives

Translate

Stats

  • 2.052