Il leggendario divano svela tutti i segreti

Last Updated on 18 Luglio 2011 by CB

Se siete in fase di ridimensionamento dell’uomo-mito della psicoanalisi ma non avete l’ardire di affrontare il tomo risentito e battagliero di Michel Onfray, Crepuscolo di un idolo,c’è un agile volumetto illustrato che fa al caso vostro. L’autore, Christian Moser – saggista, illustratore, autore di fumetti nonchè cabarettista – sceglie un punto di vista originale e disvelatorio, antiretorico per definizione, di tic e manie, debolezze e tristezze del Professore, nell’intimità del suo studio: a raccontarne la vita e le gesta è il divano, oggetto feticcio della psicoanalisi colto in un eloquio dai toni modesti, ma empatico e a tratti spietato.

“Il divano mi ha raccontato la sua vita e il suo lavoro con Freud, io ho cercato di mettere in forma leggibile questo resoconto, a volte molto prolisso e privo di struttura” , scrive l’autore nelle osservazioni conclusive, facendo notare come le informazioni sono così ricche e contraddittorie, le diatribe numerose e intricate, che tanto valeva assicurarsi alla voce ‘obiettiva’ dell’ ”ultimo testimone ancora in vita”.

Dalla voce del divano, emblema della sua innovativa cura attraverso le parole, scorre nelle sua tappe principali l’intera vicenda di Sigmund, ritratto spesso con il sigaro e il cipiglio indagatore, magari mentre dietro di lui, come sulla copertina, un qualche mostro sdoganato dall’inconscio fa capolino proprio sul sontuoso mobile.

Anche la Cronologia finale è a cura del divano.
“1903: Dopo una discussione con Freud, Adler fa intenzionalmente un buco col sigaro nel divano. Freud non se ne accorge.”

“1918: Anna comincia la sua analisi. I suoi sogni sono così truculenti che il divano vorrebbe quasi riavere l’ ‘uomo dei topi’.”

“1956: Il divano è offeso di non essere stato intervistato da Ernest Jones per la sua biografia di Freud in tre volumi. Quando però si fa leggere il libro, è contento di non essere stato coinvolto.” (pp. 147-150). (cb)

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Ivy Compton-Burnett

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