Gentleman Jack, ‘period drama’ femminista

Last Updated on 19 Aprile 2021 by CB

Cosa succede se il proprietario terriero è una proprietaria terriera, e se il seduttore è una seduttrice, oltretutto lesbica? E se, particolare non ininfluente, siamo nell’Inghilterra del XIX secolo? Il lato trasgressivo di quella società britannica che Jane Austen ci ha reso familiare lo raccontano questi diari di Anne Lister, misconosciuti prima della serie televisiva Bbc-Hbo, e che forse sarebbe il caso di tradurre in italiano con una selezione più ampia di parti rispetto alla versione già esistente.

La differenza tra le due è all’apparenza abissale. Se Jane Austen si immedesima nelle scaltre psicologie femminili alla ricerca buon partito e comunque di strategia di adattamento in una società divisa per caste che le vuole dipendenti e sottomesse, Anne Lister, personalità assertiva ed energica nella gestione dei suoi affari come della sfera affettiva, rivoluziona lo schema delle aspettative patriarcali e irrompe non senza avventure travagliate nel campo da gioco maschile.

Nell’intervista al New York Times la regista Sally Wainwright racconta il suo lavoro dopo essersi immersa nella lettura dei diari. Per cominciare, quel vezzo di far guardare in camera la protagonista; ormai lo fanno in molti, sottolinea, ma lei ha voluto utilizzarlo solo sporadicamente e in modo giustificato, per creare, anche con autoironia, un’intimità empatica con gli spettatori. Un senso di intimità che è fedele all’approccio diretto dei diari. Anne Lister teneva un diario, prosegue Sally Wainwright, perché non voleva dimenticare le cose, soprattutto nella sfera degli affari. Ma era anche una scrittrice compulsiva, e amava fissare sulla carta le sue relazioni con altre donne per poterle rivivere.

Era una ridda di contraddizioni, molto rude ma anche sensibilissima e vulnerabile, senza per questo cedere alla timidezza. Da una parte lavorava fianco a fianco con i suoi dipendenti, dall’altra credeva nel sistema delle classi. Contraddizioni che non sarebbero state tali se fosse stata un uomo, e siccome lei si identificava con gli uomini, non lo erano. Così l’idea di corteggiare Ann Walker per interesse – è quello che facevano i proprietari terrieri allora, per irrobustire i loro averi. Nello stesso tempo Wainwright precisa: Anne Lister non voleva essere un uomo, le piaceva essere una lesbica, una donna, perché questo le permetteva situazioni di intimità con le donne che a un uomo non sarebbero state permesse a quei tempi.

Hogarth, A Rake’s Progress (dettaglio)

L’intervistatrice osserva che Anne Lister le ricorda i dipinti di Hogarth La carriera di un libertino. Qualcuno la descrive come una vittoriana, ma lei non lo era, precisa la regista. Morì tre anni dopo l’ascesa al trono della regina Vittoria, quindi lei è del periodo della Reggenza. Era una vera giocatrice. Ed era molto brava a letto. E piaceva gli altri perché era molto carismatica nella vita. Dal diario si capisce che le persone volevano stare in sua compagnia, che aveva molto da dire. Alle donne piaceva perché faceva sentire loro in possesso di un peso simile al suo, e che non dovevano essere decorazioni. Allo stesso tempo non si confaceva a una signora essere intelligente o mostrare di essere troppo intelligente.

E le donne trovavano tutto questo molto stimolante, conclude Sally Wainwright.

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