Elizabeth Costello (c’est moi)

Last Updated on 8 Marzo 2004 by CB

Quanto c’è di Coetzee nelle riflessioni di Elizabeth Costello? Forse una domanda oziosa, se pensiamo che ogni scrittura ha un rapporto ‘speculare’ con il suo creatore: valga per tutti la ‘confessione’ di Flaubert, che afferma di essere lui, proprio lui, madame Bovary. Ma in questo caso la domanda ci torna spesso in mente, dato che la protagonista del suo ultimo romanzo è a sua volta una scrittrice.Ce lo chiediamo, per esempio, nella prima delle sei lezioni in cui è scandito il libro – che ci fanno conoscere, da varie angolature, la spiazzante scrittrice australiana – quando Elizabeth affronta in una conferenza il suo rapporto con il realismo e poi si confronta con le ragioni dell’idealismo, manifestate dal figlio.

Elizabeth è sorprendente nella sua visione del mondo, che da una parte è influenzata dal suo malinconico sentirsi alla fine della sua vita; dall’altra, è animata da un irriducibile anticonformismo, e da un pensare e ripensare che non trova certezze; né verità che non siano provvisorie. Se non quella dell’umanesimo ispirato dai modelli classici dell’èra greco-romana; se non la verità del corpo, se non il valore della com-passione.

Una scrittrice che ha il coraggio di criticare i molti cliché della political correctness, come l’ ‘esotismo’ di una certa narrativa africana, la mistica dell’oralità, la Négritude come filosofia-guida. E che si interroga sui limiti della rappresentazione del Male in letteratura, sostenendo che le cose oscene, perché l’umanità ne sia salva, devono rimanere, appunto, fuori dalla scena.

Elizabeth Costello, nota ai più per un romanzo giovanile nel quale ha liberato Molly, moglie del Leopold Bloom dell’Ulisse, dall’angustia domestica, non esita a indossare una maschera davanti alla stampa. E continua a interrogarsi sulle ragioni della scrittura, certa solo di essere una «segretaria dell’invisibile».

«I racconti di John Maxwell Coetzee sono caratterizzati da una composizione ben articolata, ricca di dialogo e analiticamente brillante», è la motivazione della giuria che gli ha conferito il Premio Nobel. Elizabeth Costello è l’esatta manifestazione di quelle qualità. Un romanzo fatto di idee piuttosto che di azioni, di ossessioni invece che di descrizioni, ma tuttavia vitale; stimolante anche per chi contempla da fuori il lavorìo del pensiero che si fa parola.
(Cristina Bolzani)

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Ivy Compton-Burnett

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