Bevivino

Last Updated on 17 Gennaio 2006 by CB

Una piccola casa editrice milanese che si caratterizza per le copertine smaglianti e una collana dedicata alle biografie dei ‘Cattivi’,a cui si affianca quella dedicata ai ‘Viaggiatori dell’utopia’ curata da Vanni De Simone. E che cura lo storico portale dedicato ai libri Pickwick. Abbiamo intervistato l’editore.

Quando nasce la casa editrice Bevivino e quali progetti la ispirano?
La casa editrice nasce nell’ottobre del 2002 dall’esperienza condivisa con altri professionisti, e subito ci siamo caratterizzati per ciò che riguarda la pubblicazione di biografie. Abbiamo otto collane, settanta titoli, e la soddisfazione più grande è stata quella di aver potuto vendere dei titoli all’estero. Oltre all’editoria tradizionale abbiamo puntato anche all’editoria online e per questo abbiamo rilevato anche il portale Pickwick, uno dei portali internet dedicati al mondo del libro più ‘vecchi’ della storia. Infatti risale al 1997, quando internet in Italia era veramente agli inizi; e su questo stiamo lavorando moltissimo. Oltre a raccogliere continuamente recensioni e novità e a segnalare gli appuntamenti più importanti, il nostro progetto è quello di costruire un vero e proprio portale dedicato alla piccola e media editoria, anche per ciò che riguarda il commercio elettronico. Quindi non più i grandi portali, una miscellanea di tutto; ma cerchiamo di puntare su un’editoria di qualità minore e di dare visibilità a questi editori. Comunque il lavoro dell’editoria è un lavoro un po’ certosino che resta ancora a mio giudizio molto legato alla passione. E questo nell’editoria dei grandi numeri un po’ si perde.

Pickwick è nato anni fa, nel 1996, e da allora sono successe molte cose su internet. Quali sono le difficoltà nel lavorare adesso sulla Rete parlando di libri?
Diciamo che sono crescenti gli stimoli, perché fortunatamente le tecnologie migliorano sempre di più, si diffondono sempre di più, e noi vediamo una maggiore attenzione non più solo dagli adolescenti, ma anche dall’amante del libro fuori target per ciò che può essere la Rete.

Voi avete fatto fortuna con una collana che è dedicata alle biografie. Una cosa insolita perché normalmente l’editoria è molto fondata sulla narrativa e sugli esordienti. Come nasce questa iniziativa e come si spiega il successo che avete avuto?
Ogni editore alla fine credo che poi realizzi libri molto legati al proprio interesse, alle proprie passioni, e io ho una passione particolare per la biografia. Questa dei Cattivi, la collana un po’ di punta – addirittura siamo molto orgogliosi di dire che nel 2004 è stata considerata una delle novità più interessanti nel panorama editoriale italiano – nasce davvero noi diciamo ‘in una partita di Risiko’. Giocando a Risiko abbiamo pensato con un gruppo di amici ‘parliamo dei cattivi. Ma di quali cattivi?’ Allora alla fine abbiamo disegnato un po’ un elenco che francamente non finisce mai e abbiamo fatto nascere questa collana. Il successo è legato secondo me a due fattori: uno il prezzo, 5 euro, e oggi trovare libri a 5 euro secondo me è veramente difficile. L’altro: oltre al contenuto, ammettiamo che le copertine hanno il loro appeal sul pubblico, e quindi forse il taglio che abbiamo dato alle copertine ha dato un salto di qualità alla scelta.

Allora secondo lei ha ragione Baricco che ha fatto uscire il suo ultimo libro con quattro copertine diverse? E’ questo cher attira anche il lettore verso i libri, il paratesto, il packaging?
Ma è normale, perché nel momento in cui entro in libreria – e una libreria ogni anno riceve 50mila nuovi titoli – necessariamente l’occhio deve avere la sua parte. Poi è chiaro che il libro uno lo ricorderà per il contenuto. Però ‘attrarre’ non con uno specchietto delle allodole … Il libro poi è fatto di copertina e contenuto, e anche la cura della copertina ha il suo significato. Chiaramente se il contenuto non va bene poi quel libro non ha più successo anche se ha forse la copertina più bella del mondo. Però diciamo che la copertina sicuramente di primo impatto è necessariamente la prima cosa che attrae.

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Ivy Compton-Burnett

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