Antichrista

Last Updated on 20 Ottobre 2004 by CB

La sua scrittura, dice in un’intervista, nasce dall’ossimoro. Come se due pensieri, uno positivo e l’altro negativo, implodessero nel suo cervello. Sarà per questo che il suo ultimo romanzo comincia a parlare di amicizia ma finisce per raccontare di un rapporto devastante tra vittima e carnefice.Fin dall’incipit ci è chiaro quale ruolo sia destinata a ricoprire la protagonista, Blanche. Il primo giorno la vidi sorridere. Subito desiderai conoscerla. Sapevo bene che non sarebbe accaduto. Di fare un passo verso di lei, no, non ne ero capace. Aspettavo sempre che fossero gli altri ad avvicinarsi a me, ma nessuno lo faceva mai. Era questo l’università: credere che ti saresti aperta sull’universo e non incontrare nessuno.

Dopo il primo titubante incontro Blanche comincia a farsi domande metafisiche. Se qualcuno ride di noi, è segno di amicizia o di disprezzo? L’ascesa di Christa è inarrestabile. Non solo ha tanti amici e sempre la battuta pronta, ma il suo potere seduttivo arriva a coinvolgere i genitori di Blanche, che decidono di ospitarla per evitarle lunghi viaggi quotidiani verso uno sperduto paese dell’Est.

Christa si rivela ben presto una sadica profittatrice delle debolezze dell’altra, che all’inizio si vendica almeno nominalmente affibbiandole il soprannome di Antichrista. Blanche conosce la gelosia nei confronti dei suoi genitori – felici di ‘adottare’ l’amica – e si sente ancora più sola. Il crescendo di angherie culmina nel colpo di scena finale.

Anche in questo romanzo si avverte l’ossessione del corpo – non è un caso che la scena più violenta sia quando Christa la obbliga alla nudità – e dell’apparenza. Blanche è una sedicenne che si sente invisibile, e che soffriva in modo abominevole per il suo non esistere. Per lei la crudele pseudo amicizia si risolve nei movimenti interiori necessari per affermare la sua esistenza.

‘Sono di quelli che amano e non di quelli che odiano’ dichiara l’Antigone di Sofocle. Niente di più bello è mai stato detto. La Nothomb ci sembra di quegli scrittori che non si possono non amare, per l’asciuttezza cangiante che sa far convivere, nello spazio di una riga, l’ironia e la ferocia, il dolore e la sua metafisica contemplazione. (cb)

Biografia
Nata a Kobe (Giappone) nel 1967 da genitori diplomatici, belga, Amélie Nothomb vive tra Bruxelles e Parigi. Ormai e scrittrice di culto non solo in Francia, dove ha esordito a ventitrè anni con Igiene dell’assassino, il romanzo che l’ha subito imposta.

da Antichrista, Voland, Roma 2004
«Avevo dell’amicizia una visione sublime: se non era alla Oreste e Pilade, Achille e Patroclo, Montaigne e La Boétie, perché tu sei proprio tu, e io sono proprio io, allora non la volevo. Se lasciava spazio alla minima bassezza, alla minima rivalità, all’ombra di un’invidia, all’ombra di un’ombra, la respingevo a pedate».

Vedi anche: Il mondo (inquietante) di Amélie

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Amélie Nothomb
Amélie Nothomb at the complete review

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Ivy Compton-Burnett

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